Eventi

Dic15

MENU’  CENONE DEL 31/12/2017

Antipasto di fine anno

Primi piatti
Vellutata di zucca gialla e porcini
Ravioli di pere in salsa di noci
Lasagna alla parmigiana

Secondi e contorni
Filetto di vitella al tartufo
Verdure dei campi
Pancetta farcita
Cavolo verza con uvetta e macadamia

Pandoro farcito
Uva/Mandaranci
Vino in bottiglia
Spumante, Caffè e Amaro

Costo per persona adulti € 50,00

 

MENU’  BAMBINI
sala  e menù separati con animatrici dalle 20,30 alle 24,00

Crostini e Affettati
Lasagna Rossa
Bocconcini di petto di pollo
Patate arrosto
Gelato
Bevande

Bambini da 3 a 12 anni  €25,00

Dic20

Lo Staff di Villa Pascolo vi invita al Cenone di Capodanno, il 31 dicembre 2016

Il Menù:

Antipasto al tavolo
(cotechino e lenticchie, frittata al tartufo, formaggi, valeriana con salmone e crepe, …e tanto altro)

PRIMI
Vellutata di verdure
Passatelli al pesto di rucola
Ravioli di baccalà

SECONDI
Filetto al pepe rosa con spinaci al latte
Cappone farcito con cavolo verza, uva passa e noci

Dolce, frutta, caffè amaro, spumante

Acqua e vino  (rosso di Montefalco, Falerio Saladini & Pilastri)

E dopo la mezzanotte panettone e torrone

 

Per i bambini: SALA DEDICATA CON MENU’ e ANIMAZIONE fino a mezzanotte

PREZZO: 50 adulti – 25 bambini

Disponibile anche menu per vegetariani e da asporto!

Mar11

La Corsa delle Botti di Costacciaro nasce nel 1991 su idea di Arcangelo Torcolini, stesso ideatore della Corsa delle Bighe di Scheggia. La festa non sembra essere legata ad alcuna figura religiosa, ma piuttosto festeggia il periodo della vinificazione, da qui il premio Trofeo di San Martino.

La festa consiste in una vera e propria corsa di due botti che rotolano attorno ad un asse al quale è attaccato un timone, trainato da una formazione di giovani, chiamati “bottaioli”. Per ogni squadra vi sono poi un capo bottaiolo, un oste e un direttore di gara. Le due botti e le relative squadre fanno capo, in competizione, a Costacciaro capoluogo (Hostaria de la Porta) e alle frazioni, in particolare a quella di Villa Col de’ Canali (Hostaria de la Rocca). La corsa si articola in due manche a tempo con somma matematica finale. Trionfa la squadre che impiega il tempo minore. Continue reading

Mar11

Le origini di questa festa sono a tutt’oggi oscure, due sono le ipotesi. Una di origine pagana, propende per la rievocazione ancestrale della festa pagana in onore di Cerere, dea delle messi. L’altra, la più accreditata, di origine religiosa, in ossequio al santo patrono di Gubbio Vescovo Ubaldo Baldassini. A partire dal maggio 1160, anno della sua scomparsa, ogni 15 maggio, giorno della vigilia del lutto, l’offerta devozionale al Santo Patrono è diventata un appuntamento fisso ed irrimandabile. I ceri sono tre strutture di legno, formate da due prismi ottagonali sovrapposti e rinforzati da un telaio interno e attraversati da un asse. Alle estremità due “ticchioni”, quello basso collegato ad una “barella”che ne consente il trasporto a spalla e quello alto permette di fissare la statua del Santo protettore della Corporazione: Sant’Ubaldo per i muratori, San Giorgio per i commercianti e Sant’Antonio per i contadini. E’ una prova di grande forza e abilità quella di far correre il Cero il più possibile in verticale evitano “cadute” o “pendute” che determinano la vera vittoria della corsa in quanto l’ordine di arrivo dei Ceri è già stabilito, Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio. Continue reading

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